E insomma, ieri sera più o meno a quest’ora me ne stavo scalza (che i sandali tacco 10 li avevo già abbandonati da qualche parte) in spiaggia, sotto al palco, dopo tre mojito, al Summer Jamboree di Senigallia (che è un festival rockabilly bellissimo e se non l’avete mai visto vi consiglio di non perderlo, lo fanno ogni anno e ogni anno è più bello) davanti a Greg, urlandogli: “SPOSAMI!”.

Che poi lui non abbia sentito, o abbia fatto finta di non sentire, e  che la groupie davanti mi abbia detto “guarda che là c’è seduta la moglie”, è un fatto del tutto irrilevante e sul quale possiamo soprassedere.

C’erano le mie amiche. C’erano persone che non conoscevo e ho conosciuto, c’era una bella imperfetta (e un po’ sbronza) umanità. E calore.

L’amicizia è una cosa seria, non la trascurate mai.

Io purtroppo per molti anni ho trascurate le mie amicizie, le compagne del liceo o della scuola media così come le ex colleghe di Milano, e mi sono chiusa in quella bolla-mamma-moglie-donna di casa che però lavora e vuole essere perfetta e fare tutto – per la quale vivi quasi solo per i figli e i tuoi incontri sociali sono solo in funzione dei pargoli. Le nuove amiche erano le mamme dei compagni dei figli, le uscite solo a qualche festa dei marmocchi o a qualche cena di classe. E poi c’era lui che era geloso di tutto, anche delle amiche, ma questo è un altro capitolo. Ne riparleremo.

Poi è venuta l’epoca delle amicizie virtuali. Grazie al mio blog e a Facebook ho stretto amicizie belle e intense, alcune delle quali durano ancora, come con la mia socia di questo blog Ludovica che ho conosciuto attraverso il mio blog buba.it.
Anche se fisicamente ci si vede poco, o magari non ci si vedrà mai. Io valuto le amicizie virtuali allo stesso livello di quelle reali, perché se c’è affinità non fa differenza se ci si incontra su internet o in un bar, se ci si parla su WhatsApp o a tavolino.

Più o meno un anno fa ho incontrato il mio angelo biondo. E siamo diventate amiche. E mi ha portato fuori, e mi ha fatto riscoprire il piacere di una chiacchierata tra donne, di un aperitivo, di una passeggiata, di uno scambio di idee, anche di uno scazzo se vuoi, di un tempo fine a se stesso per il piacere di stare insieme e non necessariamente mirato a QUALCOSA DA FARE. Tempo che passa, come dice Baricco.

È tempo. Tempo che passa. E basta.

Avevo trascurato le amicizie, ne avevo sottovalutato il potere salvifico. Certo sembrerà strano ai più, a tutti quelli che hanno e hanno sempre avuto un supporto di amici, perché è questo quello che danno gli amici, il SUPPORTO, ma per chi come me per anni ha vissuto in una solitudine celata, la riscoperta dell’amicizia non è affatto ovvia.

L’amica o l’amico è quello sul quale puoi contare sempre, a prescindere da tutto, e per qualsiasi cosa. Sai che c’è.
Non importa come o da quanto non vi vedete, ma tu sai che c’è. E lo senti.

Ho un gruppo di amici fantastici. Alcuni li conosco meglio, altri meno. Siamo disordinatamente perfetti, la nostra età varia dai 30 ai 60 ed include ogni gender e ogni attitudine. Siamo belli, siamo liberi, abbiamo interessi diversissimi che però confluiscono in una voglia sola, ed è quella di stare bene per una sera e di godercela. Ci divertiamo perché ci scambiamo esperienze e punti di vista dati proprio dalle nostre diversità in uno scambio continuo che passa dal cazzeggio al semiserio al serio.

Non trascurate mai le amicizie, perché sono quelle che ti riempiono il cuore, e tanto.

Ieri sera mi hanno offerto tre mojito e ancora non so chi abbia pagato.
Ma comunque grazie, amici.

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