Non è raro, arrivati ad una certa età, incontrare persone con figli che sono separate, divorziate, o rimaste sole a causa di un lutto. Direi che anzi, almeno nella mia esperienza, sono più le famiglie con un solo genitore che le famiglie tradizionali.

Non voglio entrare nel merito delle scelte personali, spesso dolorose, o degli eventi che hanno causato tali lacerazioni. Di fatto queste situazioni implicano sempre una serie di problemi non solo psicologici ma anche economici, burocratici ed organizzativi, di fronte ai quali spesso ci si sente soli ed impreparati.

Io sono una madre single con tre figli, e – per dire la cosa più cretina – se voglio prenotare una settimana bianca in montagna o un qualsiasi traghetto  troverò l’offerta “2 adulti + 1 bambino gratis”, “1 bambino per ogni adulto”, e così via. Mai, e dico MAI, che io abbia trovato un’offerta per genitori single. Così come facilitazioni per l’acquisto dei libri di testo, o sconti sulle tariffe scolastiche, o sulle attività sportive o musicali.

Io ho una famiglia, ma sono l’unica adulta con reddito. Una volta sarei stata definita “madre single”, poi per fortuna qualcuno ha avuto una brillante idea: le Small Families.

Il progetto SmallFamilies nasce a Milano nel 2012 da un’idea di Gisella Bassanini, condivisa con altri due genitori single, Michele Giulini ed Erika Freschi, con l’obiettivo di orientare, informare, sostenere, conoscere e tutelare i diritti delle famiglie monogenitoriali.  Nel 2014 diventa a tutti gli effetti un’associazione alla quale ci si può iscrivere o devolvere il 5×1000 della dichiarazione dei redditi.

Leggo nella loro pagina Facebook:

Smallfamilies è un progetto sociale e culturale nato nel 2012 da un’idea di Gisella Bassanini, architetto, ricercatrice e madre smallfamily (single) condivisa con altri due genitori single Michele Giulini ed Erika Freschi. L’intento è dare voce concreta a un cambiamento in atto che sta rivoluzionando la “struttura famiglia” sempre più spesso composta da un solo genitore che vive con almeno un figlio, o da genitori soli con pargoli a carico ma conviventi anche con altri parenti. Nell’90 per cento dei casi sono le madri ad essere le uniche capofamiglia, ma stanno crescendo anche i casi di padri single.
Orientare, informare, offrire strumenti per affrontare insieme le numerose variabili che una smallfamily si trova a dover gestire, sono gli obiettivi principali. Perché la taglia piccola (small), è solo rispetto ai genitori: uno, cioè quello che convive con i propri figli. Per il resto si tratta di famiglie come tutte le altre, variegate e alle prese con grandi numeri: dai costi economici alle relazioni.
Nel 2013 Smallfamilies apre il sito web e in un anno diventa una piccola “piattaforma-osservatorio” dove raccoglie informazioni e dati socio-economici; spunti e confronti culturali, analisi e suggerimenti giuridici forniti da esperti. Il sito diventa luogo di scambio e incontro virtuale tra gli utenti e con altri operatori del settore, amplificato dalla presenza sui social network. Un modo di stare in rete che ha portato all’indagine sulle tipologie smallfamilies e alla costituzione, nel febbraio 2014, dell’associazione di promozione sociale Smallfamilies, nata dal desiderio di rispondere, con servizi e supporti concreti, alle esigenze espresse dalla nuova compagine di famiglie a geometrie variabili.

Small Families offre consulenze legali in caso di separazione, affido o adozione; guide ai diritti e doveri dei genitori single; informazioni su contributi ed agevolazioni per famiglie monoparentali; ma anche consigli sull’abitare, workshop dedicati ai genitori, sportelli di ascolto, proposte e sconti su vacanze. Il tutto rivolto, ovviamente, sia alle mamme che ai papà: c’è infatti una sezione dedicata ai padri single che, se pur ancora in minoranza rispetto alle madri, hanno gli stessi diritti ed i medesimi doveri. C’è infine una sezione nella quale si può raccontare la propria esperienza ed una sezione dedicata ai libri e alle guide pubblicate dall’associazione.

E’ una bellissima comunità formata da tante persone che condividono le stesse esperienze e le stesse difficoltà, che si incontrano, si scambiano pareri ed opinioni, e che forse si sentono meno sole nell’affrontare tante difficoltà senza alcun (o pochissimi) aiuto da parte del governo.

Almeno cinque milioni di famiglie italiane sono composte da uno o più figli che vivono prevalentemente con uno dei due genitori. Sono definite famiglie monoparentali. Noi preferiamo chiamarle “smallfamilies”, famiglie a geometria variabile.

Vi invito a seguirli sul loro sito SmallFamilies e sulla pagina Facebook per scoprire le tante iniziative che organizzano in molte città d’Italia.

Complimenti di cuore alle SmallFamilies.

Author

Write A Comment