Ho sempre adorato il velluto, soprattutto liscio, probabile imprinting a mo’ delle papere viennesi di Lorenz, certamente subito in tenera età da qualche vestitino acquistato da mia mamma, – escludendo il velluto a costine orrendo dei pantaloni anni ’80 che insistentemente, quando eravamo paninari, ci compravamo (forse Americanino? Non ricordo… ma ricordo i colori: verde acqua, albicocca, giallo…).

Mi piace perché è un materiale fluido e quasi liquido, come nessun altro, cangiante, morbido, caldo e freddo allo stesso tempo, variabile, liscio o grinzoso, spesso o sottile, piacevole al tatto come il mantello di un gatto, lucente, che si presta a tantissime interpretazioni. Elegante, casual, sportivo (penso alle strepitose giacche da cavellerizza), sofisticato ma anche da casa (felpe, pigiamoni, vestaglie, etc.)

E poi ha quel non so che di vintage che io adoro, dalle giacche di Mr. Uomodellamiavita Oscar Wilde ai drappeggi delle superbe stanze del Vittoriale di quell’altro Signor Gabriele Geniocometecenesonostatipochi, al magnifico mantello di Napoleone sul trono in uno dei dipinti che più amo, quello di Ingres. Ed ogni volta che andate a teatro, fateci caso: i tendoni che si aprono per catapultarvi in un altro mondo sono quasi sempre di velluto, rosso scuro come il sangue, morbidi e seducenti, preludio di una passione che state per vivere…

Per me che sono vintage inside il velluto rievoca un misto di ricordi di infanzia, tendoni a casa della zia, copriletti ripiegati in un armadio, cuscini damascati appoggiati mollemente su una sedia d’epoca.

Eppure mi sembra che ora sia ritornato.

E allora, pur non essendo una fanatica della moda e non seguendo più di tanto le mode, ho fatto un giro sul web e ho trovato un sacco di cose carinissime. Adatte a me che ho 50 anni, a te che ne hai 30, a mia figlia che ne ha 22, o all’amico che ne ha 40. Se mi impegno sono sicura di trovare anche una cuccia per i gatti ( sono peraltro certa che ne sarebbero felicissimi…).

Quindi, girovagando e saltellando di qua e di là, di sito in sito, ho trovato giacche, pantaloni, gonne, scarpe borse, persino orecchini. Tutti vellutati, tutti morbidosi, sberluccicanti, un po’ boho neo-chic, un po’ anni ’70, un po’ anni ’50, ma tutti semplici ed essenziali (ho fatto una selezione a mio personalissimo gusto), molto carini. Adatti a tutte e a tutti, col giusto accessorio, con una scarpa grintosa o un tacco, per una riunione di lavoro o una serata fuori.

Ok, I love velvet. Che ci posso fare?


In quanto a me,
io non ho comprato nulla di tutto ciò. Ho recuperato un vecchi trench Jaeger in velluto verde bosco comprato in un negozio dell’usato a Milano un quarto di secolo fa (quando il vintage si chiamava – giustamente – ancora “usato”) e ci ho abbinato un vestito cinese da 16 euro. Tant’è. Il risultato, alla fine, non è poi male 🙂

p.s.: devo riadattare una vecchia giacca in velluto rosso cardinale che mi sta un po’ larga….

 

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