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Georgia

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E invece sono solo Peter Pan. Esattamente tre mesi fa, e questo è uno dei motivi del mio silenzio, ero ricoverata in ospedale in terapia intensiva a causa di una polmonite degenerata in shock settico. Quella che una volta si sarebbe chiamata setticemia, e che tu pensi possa esistere solo in un romanzo dell’800 dove le donne morivano consumate dalla tisi o dall’amore in mezzo alle camelie. Invece esiste, fa paura ed esiste. Due settimane di ospedale, il dubbio che ci fosse anche altro di ben più brutto nel mio polmone affumicato,  altri 45 giorni di convalescenza a casa, e ad oggi non sono ancora tornata in forma al 100%. Ci vorrà altro tempo. Dunque pare che lo shock settico si manifesti soprattutto in persone debilitate, anziani o bambini piccoli, con una risposta immunitaria minore. Come ha potuto attaccare me, che mi sono sempre sentita Superman? Sentirti invincibile è una…

Sono passati poco più di sei mesi dalla nascita di questo blog. A dire la verità avrei voluto scrivere di più, fare più interviste, pubblicare più opinioni, scrivere di moda e di beauty ma non ne sono capace… E poi devo arrendermi al tempo (che non era forse lo stesso per Michelangelo o Leonardo da Vinci? Il che mi fa capire che uso male la maggior parte del mio, cercherò di rimediare), alle giornate no, agli impegni di lavoro e di famiglia, alla motivazione che va e viene. Ma soprattutto va, perché ci credo. Non faccio quasi mai bilanci, tantomeno progetti. E’ stato un anno bello e brutto e faticoso come per tutti, e lo sarà anche il prossimo. Ma – come leggevo oggi da qualche parte – basta andare avanti. Il 2018 secondo Pantone è l’anno del viola, anzi dell’Ultra Violet. Cliccate il video qui sotto per vedere che…

“Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare.” Rita Levi Montalcini Una ventina d’anni fa –  anno più anno meno – mia mamma mi regalò il libro “L’asso nella manica a brandelli” di Rita Levi Montalcini, un breve ed interessante saggio, il cui titolo si ispira ad un brano di Yeats, nel quale il premio Nobel illustra in maniera scientifica e rigorosa, ma di piacevolissima lettura, come il cervello possa continuare e anzi continui a funzionare molto bene, a modificarsi e ad evolversi, anche in età avanzata. A dispetto di ciò che si era pensato fino alla metà dello scorso secolo, e cioè che al decadimento fisico seguisse necessariamente anche un decadimento mentale, la Montalcini spiega in maniera appassionante – e detta da me in tre parole – che il cervello,…

Oggi parliamo di bellezza con Ilaria Turcio, marketing manager di Organique, azienda di prodotti cosmetici naturali per il viso e per il corpo, trattamenti SPA ed anche di una linea dedicata all’uomo. Oltre che mia carissima e preziosa amica, Ilaria è una donna veramente in gamba e anche mia consulente personale di bellezza 🙂 . E’ infatti grazie a lei che ho capito, provato, e visto con risultati concreti sulla mia pelle, quale e quanta sia la differenza nella scelta dei prodotti cosmetici. Io che mi spalmavo in faccia di tutto, spesso attirata dalle pubblicità di prodotti che promettono effetti miracolosi (sì l’effetto miracoloso c’è, ma sul portafogli…), da quando uso i prodotti tutti naturali della sua azienda non potrei mai più tornare indietro, e le volte che per caso uso altri prodotti noto subito la differenza. Organique nasce ispirandosi alle tradizioni secolari di benessere che provengono da ogni parte del mondo, veri…

Ho sempre adorato il velluto, soprattutto liscio, probabile imprinting a mo’ delle papere viennesi di Lorenz, certamente subito in tenera età da qualche vestitino acquistato da mia mamma, – escludendo il velluto a costine orrendo dei pantaloni anni ’80 che insistentemente, quando eravamo paninari, ci compravamo (forse Americanino? Non ricordo… ma ricordo i colori: verde acqua, albicocca, giallo…). Mi piace perché è un materiale fluido e quasi liquido, come nessun altro, cangiante, morbido, caldo e freddo allo stesso tempo, variabile, liscio o grinzoso, spesso o sottile, piacevole al tatto come il mantello di un gatto, lucente, che si presta a tantissime interpretazioni. Elegante, casual, sportivo (penso alle strepitose giacche da cavellerizza), sofisticato ma anche da casa (felpe, pigiamoni, vestaglie, etc.) E poi ha quel non so che di vintage che io adoro, dalle giacche di Mr. Uomodellamiavita Oscar Wilde ai drappeggi delle superbe stanze del Vittoriale di quell’altro Signor Gabriele…

E’ con grandissimo piacere che oggi ospitiamo Elisa Bolchi, fondatrice dell’Italian Virginia Wolf Society (itvws.it), insegnante di letteratura inglese all’Università Cattolica di Milano, nonché carissima e preziosa amica. La conobbi intorno al 2003 attraverso qualche giro tra i blogger di prima generazione, ed era poco più che una ragazzina, perché – e ci tengo a dirlo – lei non è ancora entrata nei 50! Ma come ho scritto più volte questo blog vuole essere una finestra aperta anche ai più giovani o ai più grandi, donne o uomini,  dove si parla dei cinquant’anni ma anche di cinquantenni. Elisa ci regala un meraviglioso pezzo della sua autrice preferita, di cosa significasse avere cinquant’anni all’inizio del secolo scorso, e di come in fondo molte cose non siano del tutto cambiate. Un grazie di cuore a Elisa per aver accettato il nostro invito e buona lettura! ‘Sarà una donna che sa vedere, la…

Non è raro, arrivati ad una certa età, incontrare persone con figli che sono separate, divorziate, o rimaste sole a causa di un lutto. Direi che anzi, almeno nella mia esperienza, sono più le famiglie con un solo genitore che le famiglie tradizionali. Non voglio entrare nel merito delle scelte personali, spesso dolorose, o degli eventi che hanno causato tali lacerazioni. Di fatto queste situazioni implicano sempre una serie di problemi non solo psicologici ma anche economici, burocratici ed organizzativi, di fronte ai quali spesso ci si sente soli ed impreparati. Io sono una madre single con tre figli, e – per dire la cosa più cretina – se voglio prenotare una settimana bianca in montagna o un qualsiasi traghetto  troverò l’offerta “2 adulti + 1 bambino gratis”, “1 bambino per ogni adulto”, e così via. Mai, e dico MAI, che io abbia trovato un’offerta per genitori single. Così come…

Inauguriamo con Anna The Nice una nuova sezione del blog: “Le interviste”, dove racconteremo e ci racconterete di voi. Anna è una delle più conosciute Food Blogger italiane. Vive in un meraviglioso trullo pugliese, coltiva personalmente nel suo orto ortaggi e piante aromatiche che poi utilizza per realizzare piatti buonissimi, belli e soprattutto sani. Solo a guardarla nei grandi occhi verdi limpidi come il mare della sua terra,  già ti ispira una grande serenità.  Poi scopri le sue ricette, illustrate da bellissime foto (perché Anna è anche appassionata di fotografia, di scrittura e di viaggi), e ti ritrovi catapultato in un mondo di gusti, profumi e colori che ha l’odore delle cose buone, fatte con passione. Anna organizza anche corsi di cucina ed è ideatrice del “Social Eating”, dove cucinare e mangiare diventano un momento per stare insieme e conoscersi.  Per noi è stata una meravigliosa scoperta, una di quelle…

DISCLAIMER: Non sono una parrucchiera, non sono una nutrizionista, non sono un medico, non leggo i consigli sulle riviste, non uso il phon, non me ne frega nulla della piega (pigrizia si chiama, eh, mica altro… ) Allora, nella mia se pur breve vita ho avuto i capelli: ahimè a caschetto da bambina fino a quando ho potuto ribellarmi, poi lunghi, poi cortissimi, poi medi, poi di nuovo lunghi, poi con la frangia, col ciuffo, senza frangia, coi colpi di sole, scuri, con l’henné, poi di nuovo medi, poi cortissimi un’altra volta, poi ancora medi. Una volta (quando erano cortissimi), persino biondo platino. Ora rossi. Poi mi sono stufata. Intanto mi sono stufata di andare dal parrucchiere ogni mese che il carré signora mia va mantenuto, poi mi sono stufata di spendere un sacco di soldi, poi sono pigra, poi mi dà fastidio la lacca, poi non ho tempo. Dunque…

Certo, leggendo i “Doveri delle spose” pubblicati da Famiglia Cristiana negli anni ’60, a noi laicissimi, a noi emancipati, a noi liberi moderni pensatori e padroni delle nostre vite alla pari rispetto all’altro sesso, viene proprio da ridere. O da indignarci. O da pensare a quanto eravamo retrogradi e che per fortuna questo Medioevo non esiste più. Eppure leggendo qua e là, soprattutto su qualche gruppo Facebook, o girovagando per alcune zone dell’Italia, e non parlo necessariamente del Sud, basta qualsiasi piccolo paese di provincia dove la mentalità è meno aperta rispetto alle grandi città, sono sicura che le cose non siano poi cambiate molto. Forse solo il punto 10 – “Schivare la famigliarità con altri uomini” – , offre invece ai tempi dell’amore virtuale e delle chat e di Tinder e di Gleeden eccetera, un brivido nuovo, una via di fuga da una gabbia più o meno dorata, più…