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Sono passati poco più di sei mesi dalla nascita di questo blog. A dire la verità avrei voluto scrivere di più, fare più interviste, pubblicare più opinioni, scrivere di moda e di beauty ma non ne sono capace… E poi devo arrendermi al tempo (che non era forse lo stesso per Michelangelo o Leonardo da Vinci? Il che mi fa capire che uso male la maggior parte del mio, cercherò di rimediare), alle giornate no, agli impegni di lavoro e di famiglia, alla motivazione che va e viene. Ma soprattutto va, perché ci credo. Non faccio quasi mai bilanci, tantomeno progetti. E’ stato un anno bello e brutto e faticoso come per tutti, e lo sarà anche il prossimo. Ma – come leggevo oggi da qualche parte – basta andare avanti. Il 2018 secondo Pantone è l’anno del viola, anzi dell’Ultra Violet. Cliccate il video qui sotto per vedere che…

Ho sempre adorato il velluto, soprattutto liscio, probabile imprinting a mo’ delle papere viennesi di Lorenz, certamente subito in tenera età da qualche vestitino acquistato da mia mamma, – escludendo il velluto a costine orrendo dei pantaloni anni ’80 che insistentemente, quando eravamo paninari, ci compravamo (forse Americanino? Non ricordo… ma ricordo i colori: verde acqua, albicocca, giallo…). Mi piace perché è un materiale fluido e quasi liquido, come nessun altro, cangiante, morbido, caldo e freddo allo stesso tempo, variabile, liscio o grinzoso, spesso o sottile, piacevole al tatto come il mantello di un gatto, lucente, che si presta a tantissime interpretazioni. Elegante, casual, sportivo (penso alle strepitose giacche da cavellerizza), sofisticato ma anche da casa (felpe, pigiamoni, vestaglie, etc.) E poi ha quel non so che di vintage che io adoro, dalle giacche di Mr. Uomodellamiavita Oscar Wilde ai drappeggi delle superbe stanze del Vittoriale di quell’altro Signor Gabriele…

Può darsi che io sia nata nell’epoca sbagliata. Sin da piccola rimanevo incollata alla TV (in bianco e nero) a guardare quei meravigliosi film anni’50 dove le donne indossavano sempre la gonna e i guanti e gli uomini il cappello e l’impermeabile. C’era sempre quello di Natale, peraltro. Fred Astaire volteggiava con Ginger Rogers, Lauren Bacall viveva con Humprey Bogart una delle storie d’amore più belle della storia del cinema (nonostante i 25 anni di differenza d’età), Rita Hayworth faceva girare la testa al mondo intero. Mi sembravano, mi sembrano tuttora, uomini e donne veri e soprattutto bellissimi aldilà delle caratteristiche fisiche, e da grande avrei voluto essere anche io così. Erano bellissimi anche in jeans, anche in costume da bagno, persino in accappatoio. Erano belli sempre, punto. Certo, mi si potrebbe obiettare che i tempi sono cambiati e che oggi è più semplice andare a fare la spesa con…